Blog



Eskimo e filo

  • Gianni Spartà
  • 07/03/2026
  • 0

Radio Varese 50 anni

Cento metri di filo nascosti sotto l’eskimo, due cacciaviti, una pinza, del nastro isolante. Poi facce da tupamaros o da scappati di casa, sicuramente il passo felpato del complottardo in una Varese democristiana sopra, un po’ fascista sotto sotto. “E l’Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar” (Giorgio Gaber). Identikit di un bombarolo rosso o nero? No, di radiocronisti rosa pallido e clandestini. Se li beccavano li sbattevano in cella e comunicavano la notizia ai giornali: sgominata la banda del morsetto. In verità dei morsetti, erano due: stavano a capi dei cento metri di cavo elettrico. Uno veniva avvitato a un microfono, l’altro sul retro di una cabina telefonica, la più vicina possibile. E’ un po’ romanzata, ma questa è la storia di che aria tirava e di quali personaggi giravano attorno alla sede della Prima Radio Libera nell’Occidente Occupato, proprio così con le iniziali maiuscole. Radio Varese, 100, 700, lo strano oggetto del desiderio della Meglio Gioventù della città giardino, data di nascita il 28 febbraio 1976, di morte accertata un giorno di primavera del 1990. Quattordici anni da ricordare con una mostra di fotografie in bianco e nero nella Sala Veratti e con quattro-cinque canzoni del Distretto 51, nel frattempo ribattezzato Ristretto, con altri numeri: tre chitarre, un basso, un violino, i tamburi brasiliani del “Caccia”, la voce black di un tipo che continuavano a chiamare Jhonny. Ma torniamo ai cento metri di filo perché null’altro come questo particolare rende l’idea di un fenomeno arcaico e romantico di cui è piacevole fare memoria sfogliando l’album di famiglia di quella radio ribelle, all’epoca, malinconica rivista oggi. Erano gli anni del grande basket e del calcio corsaro. Legnate a tutti firmate Varese, le più goduriose per i gol di Anastasi e i canestri di Morse. La banda del morsetto capiva che radio-raccontare in diretta le partite dallo stadio Franco Ossola e dal palazzetto Lino Oldrini significava conquistare ascoltatori e quattro soldi di pubblicità. E allora i Carosio e i Giordani “de noialtri” la domenica si svegliavano all’alba per andare a piazzare i loro ordigni. All’ora x erano in postazione, a volte seduti per terra, e cominciavano a mandare tra le nuvole le loro cronache improvvisate. Nomi: Claudio Piovanelli, Mario Carletti, Massimo Lodi, Egisto Marocco.  Quanti ricordi e quanti rimpianti. Ma non siamo qui a processare la storia. Nemmeno a celebrarla. Siamo qui a lanciare una provocazione. Questa: “Qualcuno era comunista perché sentiva Radio Varese”. Oppure ci andava a trasmettere musica americana, a leggere le notizie del quotidiano di sempre, La Prealpina, a tenere il microfono aperto facendo in modo che la gente, inserendosi nel dialogo tra un “impegnato e un non so” (Gaber, sempre lui), parlasse di diritti civili, di uguaglianza violata, di politica corrotta, di aborto, di fame nel mondo, persino di Gesù. Stanze malandate nella via Walder, un piatto stereo e fili volanti che davano l’impressione di stare su una nuvola, nel cielo di un’altra galassia. Il padrone di casa e “inventore” della radio delle tre scimmiette era Sergio Lovisolo, insegnante. Sotto di lui nell’allegra brigata di “pericolosi eversivi”, a memoria: Maria Bianucci, Elio Girompini, Uccio Gugliotta, Gigi Prevosti, Vanna Berlincioni, Marco Dal Fior, Chico Favalli, Nedo Montagna, Franco Tettamanti, Enrico Minazzi, Mauro Zambellini e un certo Roberto Maroni che quando anni dopo diventò la mamma della Lega accanto al papà Umberto Bossi disse così: la Lega è un partito marxista leninista. Comanda un solo. A “Elio e le Note Tese” - mi piace ribattezzare così l’amico Girompini- serio, preciso, riservato, ho chiesto: “Ma davvero eravate comunisti. Risposta: “Felici, contenti e trasgressivi. Comunisti no. O forse sì, a nostra insaputa. Io votavo per i radicali e se ci penso il nostro modello era proprio l’emittente di Marco Pannella. Quando, dopo uno sciopero in redazione, prevalse per un voto l’ala dell’estremismo extraparlamentare l’avventura di Radio Varese virtualmente finì”.    

Opzioni testo

Ingrandisci Riduci

Tags :
Roberto Maroni Elio Girompini Radio Varese

Aggiungi Commento

Nome
Email
Testo Commento (evidenzia per modificare)

(0) Commenti