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Il bagno di Marcellino

  • Gianni Spartà
  • 11/07/2026
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Vecchia Varese

Chi se lo ricorda il film Marcellino pane e vino? Dei contemporanei penso pochi: beati loro, non hanno l’età. Io lo vidi nel vecchio oratorio di Porto Ceresio, proiettato da un sacerdote novello che mi sono ritrovato parroco a Velate: don Adriano Sandri.  E siccome si riparla di Villa Mylius donata dalla famiglia Babini-Cattaneo al comune di Varese ecco un tuffo nel passato, è il caso di dirlo, perché il protagonista della storica pellicola fece il bagno nella piscina di quella residenza patrizia, opera dell’architetto Pietro Porcinai. Il piccolo attore spagnolo (si chiamava Pablito Calvo) era accompagnato da papà e mamma e giocò con Achille e Roberto, figli dei padroni di casa e con altri bambini di allora che sarebbero diventati famosi: Toto Bulgheroni, Mauro e Silvio Raffo, Robi Ronza, Paolo Ermolli, Giorgio Trolli. E’ lo specchio, questo episodio di straordinaria adolescenza, di che cosa accadeva settant’anni fa in certi ambienti della “Versailles di Milano”, fiera dei suoi parchi, orgogliosa con sobrietà della sua ricchezza, testimone di comparsate teatrali e cinematografiche organizzate puntigliosamente da pubblici amministratori e da industriali in auge, disposti a dare anche svago alla comunità, non solo pane. In quell’anno furono protagonisti di un gran galà al teatro Impero Federico Fellini e Giulietta Masina. Varese ospitava il concorso “Noci d’oro”, passerella di provincia per attori e registi. Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Silvana Pampanini, Mike Bongiorno compaiono su fotografie in bianco e nero scattate al loro arrivo in città. L’approdo sotto il Sacro Monte di Pablito Calvo, che aveva sei anni quando sul grande schermo comparve la commovente fiction dell’orfanello adottato dai frati francescani e battezzato Marcellino, fu vissuto come un evento. Il piccolo venne portato nella redazione della Prealpina, di cui Achille Cattaneo, nonno di Achille e Roberto, papà di Donna Ferdinanda, genero di Gianni Babini, era allora l’editore-presidente. Questo bendidio di foto e articoli stava nell’archivio di Villa Mylius, oggi trasferito nella sede della Fondazione Cattaneo in via Palazzi a Varese. Imprenditore conciario e calzaturiero, uomo d’azione nei disparati campi della finanza, Achille Cattaneo amava la musica lirica e fu questa passione, principalmente concentrata sulla Callas, a far diventare la sua famiglia prima socia, poi azionista di controllo della casa discografica Ricordi. Di quegli anni sono i successi di un marchio che tenne a battesimo il boom della canzone italiana. Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Gino Paolo, l’Equipe ’84, i Dik Dik, Bobby Solo, fino a Gianna Nannini e a Edoardo Bennato: bisogna immergersi nelle copertine di dischi, nei libri, nelle partiture, nei manifesti pubblicitari gelosamente ordinati da Roberto Babini per provare la nostalgia di un viaggio della memoria e per ricostruire il mosaico di un pezzo importante di storia del costume italiano. Il destino di Villa Mylius è segnato. Bello sarebbe che a questo tesoro di memorie musicali venisse dedicato un piccolo, ma significativo, spazio nella Villa comunale in fase di restauro.  

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Babini-Cattaneo Villa Mylius Pietro Porcinai

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