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Il caso calmo di AMG

  • Gianni Spartà
  • 21/03/2026
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La Signora Gandini

Faceva freddo quella mattina di dicembre degli anni ’60 sul lago di Porto Ceresio. La voce che in paese era arrivata una troupe della Rai s’abbatté come una folgore su un drappello di alunni vocianti in libera uscita dal portone della scuola media. Nella darsena di una villetta, appena oltre il Lido, i finanzieri avevano scoperto due «maialini», tipo X Mas, che la notte facevano la spola tra Varesotto e Morcote, sulla riva ticinese, trasportando sigarette, orologi e pellicce. I contrabbandieri, muniti di mute e bombole, li pilotavano stando a cavalcioni. E il faro delle guardie che doveva illuminare i frequenti traffici serali di quell’epopea illegale e romantica, a una certa ora, chissà perché, anziché il lago, rischiarava le montagne. Che la giornalista fosse Anna Maria Gandini seppi da mio padre doganiere, tornando a casa. Non mi passava nemmeno per l’anticamera del cervello che, da grande, avrei voluto fare quel mestiere anch’io. E allora mi piace ricordarla nella pagina delle Nostre Storie Anna Maria Gandini, la voce del Gazzettino Padano, la corrispondente da Varese del Corriere della Sera, l’attenta osservatrice della sua città che sulla Prealpina ha vivisezionato in mille schegge traendone ritratti, storie, leggende in una rubrica fissa andata avanti per vent’anni. Due scatti per dire tutto: una signora bellissima, bionda, slanciata, occhi chiari, la donna raffinata che tutti avrebbero voluto a fianco; una madre coraggiosa e riservata che ha cresciuto il figlio unico Umberto, bene e da sola, in un’epoca nella quale farlo non era agevole. Di A.M.G. sono stato a lungo collega nella prima linea della cronaca. Storie d’altri tempi, di prima del web. Lei garantiva la continuità h 24 con le metodiche, sempre gentili, telefonate a polizia, carabinieri, croce rossa, guardia di finanza, vigili del fuoco. Oh i vigili del fuoco: l’adoravano. Noi più presenti in procura, in tribunale a far la posta a giudici e avvocati. Quanti fatti: le mine contrabbandate sulla rete di confine a Dumenza da terroristi rossi, i tritolo trovato a Casciago nelle mani di eversori di estrema destra, la morte del lago, il travagliato parto dell’università, i sequestri di persona, il fenomeno Lega che ci era esploso sotto gli occhi. E quante attese fuori della porta dei pubblici ministeri quando si sgretolava la Prima Repubblica e ci si illuse delle maggiori virtù della Seconda. Scrupolosa, mai spavalda, Anna Maria era il caos calmo che teneva a bada i voraci fantolini del bloc-notes e più tardi dei microfoni vibrati nell’aria come sfollagente. Beh, cara Anna, sai che oggi nelle redazioni noi maschietti siamo diventati una minoranza. A te invece, figlia d’arte perché tuo padre Mario, fu colonna di questo giornale, un imbarazzatissimo amministratore ti dovette dire negli anni ’60: “Signorina, lei è molto brava, ma purtroppo non assumiamo donne”.   

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Porto Ceresio Umberto Gandini

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